Il provvedimento del Garante privacy in tema di fatturazione elettronica


Dal primo gennaio tutte le fatture emesse a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia dovranno essere necessariamente in formato elettronico.

Analizziamo i punti salienti relativi al nuovo obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2018:

 

Cos’è la fattura elettronica

La fattura elettronica è un documento xml trasmesso elettronicamente al cliente attraverso un Sistema di Interscambio (SdI). Il SdI ha il compito di controllare che la fattura sia compilata correttamente e trasmetterla al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, al mittente la data e l’ora di consegna del documento.

 

I soggetti

Dal giugno 2014 la fatturazione elettronica è già obbligatoria per le operazioni da e verso la Pubblica Amministrazione, mentre da luglio 2018 coinvolge anche subappaltatori e sub-contraenti. Da oggi il nuovo sistema digitale diventerà obbligatoria anche per i professionisti e le aziende per ogni operazione B2B e B2C.

Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario”. A questo elenco di aggiungono anche i “piccoli produttori agricoli” i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

I soggetti che erogano prestazioni sanitarie non dovranno emettere fattura elettronica.

Per i privati (non titolari di Partita Iva), è essenziale la presenza nella fattura del codice fiscale del privato e nel campo codice univoco l’inserimento di sette zeri. Questo procedimento farà recapitare la fattura al Cassetto Fiscale del privato. Si precisa che, chi emetterà la fattura ad un privato, avrà anche l’onere di stamparla in formato cartaceo e di recapitarla al cliente stesso.

 

A cosa serve

Gli scopi che si intendono perseguire sono essenzialmente due:

  • Semplificare la gestione della fatturazione
  • Contrastare l’evasione fiscale.

Inoltre, ammettendo un solo tipo di formato (XML), sarà più semplice analizzare i dati contenuti nella fattura riducendo sia i costi di gestione che il rischio di errore dovuto all’acquisizione manuale dei dati. Una fattura inviata in formato diverso dall’.xml sarà considerata come non emessa, con conseguenti sanzioni a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.

 

Gli strumenti

STRUMENTI GRATUITI. L’Agenzia delle Entrate ha predisposto nella sezione “Fatture e corrispettivi” del suo sito tre diversi strumenti:

  • Funzionalità di supporto online per personalizzare, controllare e sigillare la fattura, visualizzare il PDF e accreditare il canale;
  • App gratuita “FatturAE” (disponibile per Android e iOs);
  • Software stand alone “Compilazione fattura elettronica” che si installa nel computer prima dell’uso.

STRUMENTI A PAGAMENTO. Decine di società informatiche, da mesi, offrono software a pagamento (e servizi di intermediazione). Questi software sono più ricchi e flessibili di quelli, spartani, che offre l’Agenzia delle Entrate.

 

Le sanzioni

Nei primi sei mesi di applicazione la normativa ha previsto un avvio soft con le fatture elettroniche che dovranno essere predisposte entro la scadenza della liquidazione periodica dell’Iva. Nei sei mesi successivi la fattura potrà essere emessa e trasmessa allo Sdi entro dieci giorni dall’operazione.

Anche le sanzioni saranno ridotte al minimo nel primo periodo di applicazione.

 

Il garante si pronuncia nuovamente sulla fatturazione elettronica

Nelle settimane scorse era stato costituito un tavolo di lavoro tecnico, con l’Agenzia delle entrate e il Mef, per esaminare congiuntamente le criticità rilevate dal Garante.

A questo proposito è stato pubblicato un articolato provvedimento che racchiude tutte le informazioni e le azioni necessarie poiché il trattamento dei dati derivanti dalla fatturazione elettronica sua lecito, fra cui ricordiamo:

  • Memorizzazione dei soli dati fiscali necessari ai fini dei controlli automatizzati;
  • Archiviazione delle fatture solo su richiesta dei contribuenti che avranno necessità di consultarle;
  • Divieto di fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie;
  • Implementazione di misure tecniche ed organizzative più efficaci (es. cifratura) e adeguamento dei canali di trasmissione (originariamente avveniva via FTP, non sicuro);
  • Adeguamento dell’informativa al trattamento dei dati connessi all’uso dell’app FatturAE.

Il Garante fissa inoltre la data del 15 aprile 2019 entro la quale l’Agenzia delle Entrate avrà l’onere di mettere in pratica quanto richiesto dal provvedimento ed effettuare una nuova valutazione d’impatto.