Pos, invio dei dati e sanzioni: tutti i punti chiave della nuova spinta ai pagamenti digitali

Il decreto Pnrr-2 anticipa al 30 giugno le multe per chi non accetta le carte. In attesa del restyling della lotteria, arriva la trasmissione giornaliera degli acquisti

 

I pagamenti digitali crescono. Tra incentivi e sanzioni, le regole continuano a cambiare – e non sempre brillano per efficacia – ma la tendenza è netta: carte, app e altri strumenti tracciabili nel 2021 sono arrivati a coprire il 38% della spesa delle famiglie, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. E proprio sulle transazioni elettroniche fa leva il Pnrr per contrastare l’evasione fiscale.

Il piano prevede quattro aree d’intervento sul digitale (Pa, sanità, turismo e trasporto pubblico locale), che potrebbero generare transazioni elettroniche per un valore aggiuntivo di 27,2 miliardi di euro, in base alle stime della Cashless society-The European House Ambrosetti. Per avere un’idea dell’impatto, il Politecnico di Milano ha calcolato che nel 2021 in Italia ci sono stati pagamenti digitali per 327 miliardi, in aumento del 22% su base annua.

La spinta del Pnrr andrà perciò ad aggiungersi a un trend di crescita già in atto, che non si è fermato neppure nell’anomalo 2020. Quando – pur con meno occasioni d’acquisto diretto – i pagamenti cashless hanno tenuto a quota 268 miliardi, vedendo crescere la loro incidenza sui consumi delle famiglie (dal 29 al 33%).

 

Tra vecchie sanzioni e nuovi obblighi

Il decreto legge Pnrr-2 – atteso in Gazzetta Ufficiale – punta a imporre nuovi vincoli anti-contante.

Il primo è l’anticipo al prossimo 30 giugno (anziché 1° gennaio 2023) delle sanzioni per gli esercenti e i professionisti che rifiutano i pagamenti con il Pos: la multa sarà di 30 euro più il 4% del valore della transazione.

L’obbligo di dotarsi delle apparecchiature c’è dal 2014, ma le sanzioni sono sempre state rinviate. Ora resta da capire come saranno effettuati i controlli e come si potranno constatare le violazioni: un punto sul quale diversi osservatori hanno sollevato più di un dubbio.

Un’altra misura in arrivo con il decreto è la trasmissione quotidiana dei dati sulle transazioni pagate con moneta elettronica. In sostanza, tutti gli incassi giornalieri tramite Pos saranno subito comunicati all’agenzia delle Entrate, che potrà incrociarli con i dati dei corrispettivi.

È un passaggio tecnico, ma decisivo, perché punta a evitare che le somme incassate con mezzi digitali non vengano poi dichiarate al Fisco.

 

La promessa di un cashback per le detrazioni

Sempre a livello di incentivi per i clienti, c’è anche l’ipotesi di un cashback fiscale: la possibilità di un rimborso diretto delle detrazioni su determinate spese, purché pagate con strumenti tracciabili. L’attuazione, però, non sarà immediata, perché se ne discute nell’ambito della travagliata delega fiscale.

La stagione degli aiuti a fondo perduto e la costosa esperienza del programma cashback hanno alimentato l’aspettativa del “tutto e subito”. Un fenomeno che ora si riflette in questa proposta di trasformare in rimborsi immediati alcuni tipi di detrazione, senza dover attendere la dichiarazione dei redditi presentata l’anno successivo. Accrediti diretti tramite la App IO, condizionati al pagamento cashle.

L’ipotesi è partire dalle spese detraibili di natura socio-sanitaria, allargandosi poi a quelle regolate dall’articolo 15 del Tuir: dagli interessi sul mutuo alle spese funebri, dalle spese veterinarie agli affitti degli studenti fuori sede. Il tutto nell’ambito del riordino delle tax expenditures, che potrebbe prevedere il taglio o la rimodulazioni di alcune agevolazioni.

In questa operazione il pagamento tracciabile è necessario per gestire il meccanismo dei rimborsi, ma la finalità principale sembra essere quella di anticipare liquidità ai contribuenti. Anche perché per molte di queste spese il pagamento tracciabile è già richiesto dal 1° gennaio 2020. E, comunque, il cashback immediato potrebbe andare in conflitto con le spese sanitarie che già beneficiano di rimborsi da parte di casse o assicurazioni.

Dalle agevolazioni Pos alla fatturazione elettronica

Quel che è certo è che il prossimo 30 giugno scadranno alcuni incentivi a favore degli esercenti: il primo è il credito d’imposta sull’acquisto o il noleggio dei Pos collegati a registratori telematici; il secondo è il credito maggiorato al 100% sulle commissioni pagate dagli esercenti per l’uso dei Pos (rimarrà il tax credit del 30%).

Mentre si attende ancora l’attuazione di un altro bonus, quello riservato ai Pos smart di nuova generazione.

Insomma, un quadro di misure composito, che non sempre segue uno sviluppo lineare. L’impressione, comunque, è quella di trovarsi di fronte a una nuova accelerazione sul digitale come strumento antievasione, dopo il rinvio dell’abbassamento da 2mila a mille euro della soglia a partire dalla quale bisogna usare mezzi di pagamento tracciabili (la legge di conversione del Milleproroghe lo ha prorogato al 1° gennaio 2023).

Va in questa direzione anche l’obbligo della fattura elettronica per i contribuenti nel regime forfettario, previsto dal decreto Pnrr-2 dal 1° luglio per chi ha ricavi o compensi oltre 25mila euro. Non è legato alla modalità di pagamento, chiaramente. Ma punta ad aumentare la quantità e la tempestività delle informazioni a disposizione del Fisco. Il tutto senza dimenticare che oggi il contante resta molto diffuso nel nostro Paese; ancora nel 2020, secondo la Bce l’Italia era terzultima in Europa per numero di pagamenti pro capite con le carte.

I punti chiave

SANZIONI POS
Verso l’anticipo di sei mesi

Dal prossimo 30 giugno chi non accetta i pagamenti elettronici via Pos rischia una sanzione di 30 euro, più il 4% del valore della transazione (ad esempio, 32 euro per un acquisto da 50). Il decreto “Pnrr 2” – non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – anticipa di sei mesi il debutto delle sanzioni (ora previsto dal 2023).
Multe difficili da applicare

Dal 30 giugno 2014 chi vende prodotti e servizi – anche professionali – è tenuto ad accettare i pagamenti tramite bancomat e carte di credito, ma non è sanzionato se non lo fa. Ora si punta a superare questo paradosso.
È già stato osservato, però, che le sanzioni saranno difficili da attuare, tranne i casi in cui il venditore è senza Pos (si pensi al rifiuto motivato da problemi di connessione).

CREDITO D’IMPOSTA POS
Le agevolazioni ancora attive

Fino al 30 giugno 2022 tutte le commissioni sostenute dagli esercenti per l’utilizzo del Pos beneficeranno di un credito d’imposta integrale. Dopo quella data, il tax credit (potenziato al 100% dal 1° luglio 2021) tornerà al 30% “originario”.
Sempre il prossimo 30 giugno scadrà anche il credito (variabile) per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di Pos collegati a registratori telematici e Server-Rt.
Il tax credit incompiuto

Si attende ancora l’operatività del tax credit (anche questo variabile) per l’acquisto, il noleggio o l’uso di Pos smart: strumenti evoluti che consentono la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica. L’agevolazione dovrebbe valere per tutto il 2022, ma non è stata attuata.

SOGLIA CONTANTE
Mille euro dal 2023

La cifra a partire dalla quale è obbligatorio usare mezzi di pagamento tracciabili è cambiata 11 volte negli ultimi 20 anni. Ultimo intervento con la legge di conversione del Dl Milleproroghe, che ha spostato al 1° gennaio 2023 (anziché 2022) l’abbassamento della soglia da 2mila a mille euro.
Le sanzioni

È vietato frazionare artificiosamente le transazioni per restare “sotto soglia”. Nella pratica le sanzioni per la violazione del limite sul contante sono piuttosto rare
Gli altri limiti

Soglie specifiche esistono a livello settoriale. Ad esempio, per gli acquisti degli extracomunitari il contante è ammesso fino a 15mila euro, limite fissato ben prima dell’invasione in Ucraina per favorire – tra gli altri – lo shopping dei turisti russi.

TRACCIABILITÀ E DETRAZIONI
Agevolazioni sub iudice

Dal 2020, per le spese detraibili al 19% (tranne quelle per i medicinali e le prestazioni presso strutture del Ssn o accreditate) la detrazione spetta solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili. Inoltre, per certe tipologie di spesa (d’istruzione, universitarie, funebri, eccetera), la detrazione viene commisurata al reddito complessivo: è piena per chi ha redditi fino a 120 mila euro, e poi decresce fino ad azzerarsi al reddito di 240mila euro.
Il Mef spiega così il calo di quasi il 15% di tali oneri registrato nelle dichiarazioni dei redditi 2021.
Il cashback fiscale

Nella discussione sul Ddl delega fiscale si è affacciata l’idea di trasformare in rimborsi immediati alcune detrazioni, a partire dalle spese socio-sanitarie. Questo cashback fiscale potrebbe però rivelarsi problematico se incrocia i rimborsi delle Casse sanitarie.

LOTTERIA DEGLI SCONTRINI
Estrazioni periodiche

La lotteria degli scontrini è entrata a regime nei primi mesi del 2021, con estrazioni settimanali, mensili e annuali. I premi (variabili) sono rivolti a chi fa acquisti presso esercizi al dettaglio, pagando con mezzi elettronici e comunicando il proprio codice lotteria. Anche gli esercenti vengono premiati: ma nonostante ciò, solo un terzo di loro trasmette i dati e consente ai propri clienti di partecipare “leggendo” il codice lotteria.
Obiettivo vincite istantanee

La scarsa partecipazione si rileva soprattutto tra gli esercenti medio-piccoli. Perciò il Governo sta studiando come rendere la lotteria più attraente: ad esempio, stabilendo vincite istantanee che consentano ad acquirenti ed esercenti di non dover attendere le estrazioni periodiche.

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