Continuità e consolidamento delle attività di controllo
Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha definito un articolato piano di ispezioni che prevede almeno quaranta accertamenti ispettivi, disposti di iniziativa dell’Autorità e svolti anche con il supporto del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza.
Il piano conferma un approccio di continuità rispetto alle strategie di controllo già adottate negli anni precedenti, con particolare attenzione a settori che continuano a presentare criticità rilevanti per la tutela dei diritti degli interessati. Tra questi rientrano le violazioni di sicurezza che colpiscono banche dati di particolare delicatezza e il settore del telemarketing, in particolare quello energetico, caratterizzato da un elevato numero di segnalazioni per trattamenti illeciti dei dati personali.
L’attività ispettiva è affiancata da un costante monitoraggio interno che consente al Collegio del Garante di valutare l’andamento delle verifiche e di orientare in modo dinamico le future azioni di controllo.
Aree di verifica consolidate e nuovi ambiti di intervento
Il piano ispettivo per il 2026 conferma numerose aree di intervento già oggetto di attenzione nei semestri precedenti, come il trattamento dei dati nell’ambito del whistleblowing, la gestione dei data breach e la protezione delle informazioni sanitarie. In questi contesti, l’Autorità continua a verificare la correttezza delle misure di sicurezza adottate e il rispetto dei principi di liceità, minimizzazione e limitazione delle finalità.
Accanto a tali ambiti consolidati, emergono nuove direttrici di controllo che riflettono l’evoluzione tecnologica e normativa. Tra queste assume particolare rilievo l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale in ambito scolastico, soprattutto in relazione al trattamento dei dati dei minori, nonché l’analisi delle attività legate al Sistema informativo doganale per la cooperazione amministrativa europea. Ulteriori verifiche riguardano l’uso di big data e tecniche di pseudonimizzazione nel settore delle telecomunicazioni, anche alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di protezione dei dati.
Accountability, prevenzione del rischio e cultura della protezione dei dati
Un elemento trasversale del piano ispettivo 2026 è il rafforzamento del principio di accountability, che impone a titolari e responsabili del trattamento di dimostrare concretamente la conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati.
Le ispezioni non si limitano quindi a una verifica formale della documentazione, ma mirano a valutare l’effettiva integrazione dei principi di privacy e security by design nei processi organizzativi e tecnologici. In questa prospettiva, la prevenzione delle violazioni assume un ruolo centrale, richiedendo investimenti in misure tecniche adeguate, formazione del personale e modelli di governance capaci di gestire in modo strutturato i rischi.
Il piano del Garante rappresenta così non solo uno strumento di controllo, ma anche un punto di riferimento per le organizzazioni pubbliche e private che intendono rafforzare la propria cultura della protezione dei dati e affrontare in modo consapevole le sfide poste dalla trasformazione digitale.
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