Occhio al futuro: Striscia La Notizia racconta TESI eViSuS®


Compet-e e l’ecosistema TESISQUARE

A partire dal 2019, Compet-e entra a far parte dell’Ecosistema Tesisquare diventando il Centro di Competenza sulle tematiche riguardanti privacy e compliance.

Per questa ragione, condividiamo l’entusiasmo e l’orgoglio per TESI eViSuS®, lo strumento pensato per il monitoraggio e controllo dei pazienti da casa diventato oggi una tecnologia fondamentale per i medici nella battaglia giornaliera contro il Covid-19 in ospedale.

 

“Occhio al futuro” – Striscia La Notizia racconta TESI eViSuS®

La puntata di Striscia La Notizia, andata in onda sabato 23 maggio ore 20.40 circa, ha trasmesso un servizio della giornalista Cristina Gabetti dedicato alla soluzione di Telemedicina di TESI eViSuS® e alle sue potenzialità come strumento di medicina del futuro.

TESI eViSuS® permette di contenere il rischio di diffusione del virus nelle strutture sanitarie e RSA sfruttando le connessioni remote tra Stazione di Controllo e Totem, che posizionati all’interno dei reparti permettono di ridurre l’accesso dei medici specialisti per consulti ai malati cronici, minimizzando così non solo il rischio di esposizione del medico ma anche il consumo dei dispositivi di protezione personale.

Innovazione che nasce da un’intuizione dei medici degli Spedali Civili di Brescia: utilizzare i totem, acquisiti inizialmente per essere posizionati a casa del paziente, con una destinazione alternativa nei reparti covid-19, con qualche “modifica” da richiedere al proprio partner tecnologico (effettuata tempestivamente).

Il viaggio nella telemedicina è il risultato di una visione aziendale basata su un approccio coerente con i moderni principi dell’Open Innovation, da declinare come capacità di interconnettere persone, tecnologie e processi in modo collaborativo.

Per consolidare questa visione e sistematizzare l’approccio al mercato è stato progettato ed è in corso di costruzione il Polo della Innovazione Digitale Tesisquare®: trait d’union tra un passato costellato di esperienze specifiche e un futuro nel quale l’innovazione diventa scelta strategia e organizzata su cui puntare come elemento distintivo e di contributo allo sviluppo digitale delle imprese, delle competenze delle persone e del territorio.

Il Polo Digitale prevede la creazione di Ecosystem di «Open Company» attraverso possibili collaborazioni a 360° con illimitate controparti per competenze e settori, senza limiti di confini geografici.

Per rivedere il servizio:  http://cristinagabetti.com/evisus/

 

Diritto alla salute e diritto alla privacy

Come noto, il Regolamento Europeo definisce trattamento di dati ogni operazione di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione e distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati, sia che si utilizzi il computer, sia che si lavori su carta.

I dati sanitari sono quindi informazioni idonee a rivelare lo stato di salute fisica o mentale di una persona nonché le prestazioni che riceve dai servizi sanitari.

Le ricette, i certificati, le cartelle cliniche, le perizie, le relazioni ma anche i cd o le lastre della diagnostica per immagini contengono dati sanitari di pazienti ma anche gli esami effettuati sul corpo o sostanza organica, i dati genetici e i campioni biologici, informazioni su malattie o disabilita, anamnesi medica trattamenti clinici, stato fisiologico o biometrico, sono oggetto di protezione.

 

Come coniugare diritto alla riservatezza e diritto alla salute?

La protezione dei dati non è un diritto assoluto. il legislatore europeo nel Considerando 4 al GDPR, infatti, afferma: “Il diritto alla protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità sancito dal GDPR”.

In questo senso deve essere letta la disposizione dell’art. 14 del D.L. 14/2020, rubricato “Disposizioni sul trattamento dei dati personali nel contesto emergenziale”. Da ciò la possibilità di interscambio dei dati nell’ambito degli organismi sanitari ed antri enti istituzionali e di omissione dell’informativa.

L’attenzione va anche all’ultimo comma, a mente del quale “al termine dello stato di emergenza […] i soggetti di cui al comma 1 adottano misure idonee a ricondurre i trattamenti di dati personali effettuati nel contesto dell’emergenza, all’ambito delle ordinarie competenze e delle regole che disciplinano i trattamenti di dati personali”.

In emergenza coronavirus la gestione di dati sulla salute dei cittadini mette di fronte la garanzia della riservatezza personale con quella della sicurezza pubblica.

I fornitori di tecnologie innovative come eViSuS®, dovranno svilupparle secondo iter ben precisi, rispettando i principi di privacy by design e by default, conducendo una DPIA (Data Protection Impact Assessment), definendo adeguate misure di sicurezza e garantendo agli utilizzatori di tale tecnologia di poter rispettare, a loro volta, tutti i principi del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali.