Un contesto emerso, oltretutto, dopo due anni segnati dalla pandemia, emergenza che ha portato a galla “la capacità europea di coniugare libertà e solidarietà”. Per Stanzione infatti, nel dover bilanciare necessità sanitarie e tutela dei diritti, “la privacy ha dimostrato di essere un diritto mai tiranno, duttile ma rigoroso nei principi e nel significato ultimo: promuovere la sinergia tra innovazione e libertà ponendo sempre la persona al centro“.
Garante privacy, l’impatto di AI Act, DMA e DSA
Lo sviluppo importante avuto dalla digitalizzazione in seguito alla pandemia e, ora, nel contesto della guerra anche cibernetica ha portato a valutare come quella digitale sia apparsa “come la frontiera più valicabile da parte della criminalità informatica e da parte di chiunque volesse sfruttare dati e informazioni personali a fini illeciti”.
La normativa costruita nel corso del tempo dall’UE punta però a proteggere i diritti fondamentali delle persone. Tra le attività citate dal Garante, “l’AI act introduce misure utili a prevenire situazioni pregiudizievoli” in relazione all’impiego dell’intelligenza artificiale.
La proposta “sottende una questione importante, cioè esprime l’esigenza di rimodulare il perimetro del tecnicamente possibile sulla base di ciò che si ritiene giuridicamente ed eticamente rilevante. L’AI Act è forse il più rilevante dei tasselli della regolamentazione europea del digitale, in cui il GDPR ha ruolo centrale”.
Tra le altre norme, Stanzione ha sottolineato la rilevanza di “DSA e DMA, approvati avant’ieri”, che hanno l’obiettivo “di introdurre una regolamentazione del potere privato delle piattaforme”. Un contesto normativo in evoluzione in cui “le autorità di protezione dati sono interpreti d’avanguardia del disegno riformatore UE”.
Garante privacy e istituzioni: le attività
La centralità della protezione dei dati nel contesto attuale si riflette sul ruolo del Garante privacy nella dinamica istituzionale, tanto che come ricordato dal presidente dell’Autorità “nell’ultimo anno si è registrato un incremento nel numero di pareri su schemi e atti regolamentari e interrogazioni parlamentari”, in diversi settori. Proprio la varietà dei contesti istituzionali in cui al Garante vengono mosse richieste “dimostra come si stia diffondendo la consapevolezza di progettare le riforme secondo una prospettiva privacy oriented per promuovere innovazioni inclusive”.
Il Greenpass
Il coinvolgimento del Garante, come affermato da Stanzione, ha consentito alla disciplina del Greenpass di delineare un equilibrio ragionevole tra necessità della Sanità publica e autodeterminazione delle persone. Le garanzie approntate hanno consentito la verifica della certificazione “evitando l’indebita conoscenza da parte di terzi delle scelte del soggetto”.
Telemarketing illecito
Il Garante poi si è soffermato sul tema del telemarketing illecito, definito “un fenomeno endemico al punto di essere assurto a simbolo dell’invadenza del mercato”. Stanzione ha ricordato come “con l’emendamento al Decreto Capienze si è superato uno stallo che ha impedito per due anni la piena attuazione della legge 5 del 2018, consentendo anche l’approvazione del nuovo regolamento che determinerà tra pochi giorni il suo effettivo funzionamento con sua estensione ai numeri mobili”.