Facebook verso l’adeguamento al GDPR. Cosa ne sarà di Facebook Ads?


Anche Facebook, insieme agli altri giganti della rete come Google e Amazon, si sta adattando al nuovo regolamento europeo GDPR.

Il gruppo di Menlo Park (California) ha spiegato che a breve pubblicherà video educativi per aiutare i suoi oltre 2 miliardi di utenti a controllare chi e’ in grado di accedere alle loro informazioni personali. Inoltre, tutte le impostazioni sulla sicurezza verranno concentrate in una sola pagina invece che essere sparse nella piattaforma. “Sottoponiamo i prodotti a rigorosi test di sicurezza dei dati. Incontriamo anche regolatori, legislatori ed esperti di privacy in tutto il mondo per ottenere input sulle nostre pratiche e politiche sui dati”, recita il post sul blog aziendale.

Negli ultimi anni, Facebook ha dovuto fronteggiare le autorita’ di regolamentazione della Ue per il suo utilizzo dei dati e il monitoraggio delle attivita’ online.

Il destino di Facebook Ads

Uno studio dell’Università Carlo III di Madrid porta alla luce la sfida numero uno per il social network: senza dati dettagliati e sensibili, le “ads” mirate potrebbero non essere efficaci.

Lo studio ha scoperto che il 73% degli utenti europei di Facebook sono raggiunti dai marketer in base a caratteristiche personali come l’orientamento sessuale o le convinzioni politiche – dati che sarà illegale usare ai sensi del GDPR: il regolamento vieta alle aziende di elaborare dati su razza, etnia, opinioni politiche, credenze religiose, appartenenza sindacale o orientamento sessuale senza un consenso esplicito. Facebook ha messo insieme il suo più grande team interdipartimentale per affrontare l’implementazione del GDPR, ma lo studio spagnolo suggerisce che i nuovi regolamenti incideranno sulla capacità dell’azienda di attrarre gli inserzionisti.

L’azienda di Menlo Park domina, insieme a Google, il mercato della pubblicità digitale: i due colossi attraggono il 63% degli annunci. Facebook, in particolare, consente agli inserzionisti di scoprire piccoli gruppi di persone che hanno maggiori probabilità di essere interessati alle loro offerte attraverso l’uso di dati demografici e informazioni sulle pagine che un utente ha gradito. Questo approccio ipermirato ha lo scopo di aumentare i tassi di coinvolgimento e, quindi, fa alzare il prezzo degli annunci ma richiede un dettaglio sulle informazioni degli utenti che il GDPR renderà molto difficile sfruttare senza l’esplicito consenso dei diretti interessati.

Le azioni in agenda

Tramite la chief operating officer Sheryl Sandberg, Facebook ha anche fatto sapere che quest’anno inaugurerà un nuovo privacy center, che raccoglierà tutte le impostazioni di base del social network sulla protezione dei dati personali, e che in Europa organizzerà dei workshop sulla privacy dedicati alle piccole e medie imprese.

Il GDPR inasprisce i vincoli cui devono sottostare le organizzazioni che raccolgono e gestiscono i dati personali dei cittadini dell’Ue e introduce sanzioni molto severe per chi non rispetta le regole, fino al 4% del fatturato globale o fino a 20 milioni di euro.. Facebook in Europa ha più volte dovuto affrontare indagini sia a livello comunitario che nazionale in merito al trattamento e utilizzo dei dati personali e, finita sotto i riflettori anche per questioni separate che vanno dall’hate speech alla diffusione delle fake news, non vuole più rischiare né interventi dei regolatori né danni al suo business e alla reputazione. Chiunque sia iscritto a Facebook si prepari: il social network ci chiederà anche un “privacy check-up”, una verifica sulle nostre impostazioni sull’utilizzo e la condivisione dei dati personali.