FRANCIA e GDPR: Il CNIL blocca le sanzioni per i primi mesi


Il CNIL, la Data Protection Authority francese, ha annunciato l’istituzione di un periodo transitorio durante il quale non saranno sanzionate le aziende che, a seguito di ispezioni, dovessero risultare inadempienti rispetto ai nuovi obblighi introdotti dal Regolamento europeo 2016/679 – GDPR.

La Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés istituisce, con un suo comunicato–qui consultabile in francese –  quello che può definirsi un vero e proprio grace period identificando come portata i “primi mesi”.

Si tratta del primo stato membro che annuncia una forma di flessibilità nei controlli sull’osservanza degli obblighi più onerosi del GDPR (come la portabilità dei dati o l’esecuzione di Data Protection Impact Assessment) nonostante sia, di fatto, uno dei Paesi dell’Unione più “in linea” con la nuova normativa e le cui autorità si dimostrano fra le più propositive in materia, offrendo alle aziende best practice, FAQ o tool gratuiti per la compliance.

Il CNIL, tuttavia, pone delle condizioni. I titolari dovranno dimostrare:

  • di avere avviato un processo di GDPR compliance;
  • che il ritardo è accumulato in buona fede;
  • spirito di collaborazione con l’Autorità.

Ovviamente, sottolinea l’Autorità, resteranno immediatamente sanzionabili le condotte che violano principi invalsi da tempo nella normativa di privacy nazionali e confermati dal GDPR (informativa, correttezza e pertinenza del trattamento, conservazione temporanea dei dati, loro messa in sicurezza, etc.).

La situazione italiana è preoccupante poiché solo il 3% della aziende è già in regola mentre 2 su 5 non hanno nemmeno abbozzato un piano di adeguamento, probabilmente poiché in attesa di ulteriori chiarimenti su base nazionale che, ad oggi, mancano.

Per quanto riguarda le linee guida (che potete trovare allegato in questo nostro articolo del 7 febbraio) mancano ancora molti orientamenti, fra cui quelli su profilazione, data breach, certificazioni, decisioni di adeguatezza ecc…

Non è dato sapere se anche l’Italia opterà per una soluzione di questo tipo.

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